3 aprile 2025
3 aprile 2025

san francesco d'assisi pastore e martire

Denunce per false dichiarazioni sui redditi

 

 

Cinque denunce per false dichiarazioni sui redditi: la casa popolare tra diritti e responsabilità a Cisternino

Denunce per false dichiarazioni

Denunciate dalla Guardia di Finanza cinque persone per presunte false dichiarazioni reddituali finalizzate a ottenere – o mantenere – l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica a Cisternino.

L’attività di controllo, condotta dalla Compagnia di Fasano nell’ambito di una più ampia indagine avviata su tutto il territorio provinciale dal Comando di Brindisi, ha fatto emergere irregolarità in alcune autodichiarazioni relative all’anno 2024.

In un caso specifico, il reddito complessivo dichiarato risultava essere circa un terzo rispetto a quanto successivamente accertato. Le cinque persone coinvolte sono state segnalate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, mentre il Comune di Cisternino, almeno per ora, non avrebbe ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. È bene ricordare che per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva: ognuno di loro avrà modo di chiarire la propria posizione, che potrà anche rivelarsi corretta alla luce dei successivi accertamenti.

L’iniziativa della Guardia di Finanza nasce da una richiesta formale da parte degli uffici comunali, che hanno chiesto di verificare poco più di venti dichiarazioni nell’ambito della procedura di assegnazione di sette nuovi alloggi comunali ancora vuoti e di verifica per quelli già occupati. A Cisternino, infatti, esistono diverse abitazioni destinate all’edilizia pubblica: la gran parte è gestita dall’ente regionale ARCA Nord Salento, mentre il Comune è direttamente proprietario di 31 alloggi, di cui 24 già assegnati da anni e 7 realizzati di recente in attesa di assegnazione che è in corso.

Secondo la normativa regionale in vigore – in particolare la Legge Regionale n. 10 del 2014 – uno dei requisiti fondamentali per accedere o continuare a godere di un alloggio popolare è un reddito complessivo del nucleo familiare inferiore a circa 15.700 euro annui, al netto di una serie di detrazioni previste (ad esempio per la presenza di figli minori, presenza di disabili o per il numero dei componenti della famiglia). I limiti, aggiornati periodicamente con appositi atti regionali, sono stabiliti sulla base degli indici ISTAT.

La vicenda offre uno spunto di riflessione profondo sul presente e sul futuro della nostra comunità. Il diritto alla casa è un bisogno reale e urgente per moltissime famiglie, soprattutto per chi vive situazioni economiche precarie, ha contratti di lavoro saltuari o è privo di garanzie. A Cisternino, dove la forte attrattiva turistica e la trasformazione del mercato immobiliare hanno reso sempre più difficile trovare case in affitto a lungo termine, questo diritto è spesso negato o rinviato. Ne sanno qualcosa i tanti nuclei familiari – italiani e stranieri – che da mesi attendono con ansia l’assegnazione di un alloggio.

La zona 167 di contrada Pico, in particolare via Liguria, ospita la maggior parte delle case popolari cistranesi. Qui, negli ultimi decenni, sono sorte numerose palazzine grazie alle cooperative edilizie, trasformando l’area in un vero e proprio quartiere dormitorio. Le dimensioni della popolazione residente, i problemi di coesione sociale e la carenza di servizi e spazi comuni rendono l’intervento pubblico ancor più necessario.

Ma perché è importante raccontare questa storia? Perché ogni volta che qualcuno tenta di aggirare le regole, a pagarne le conseguenze sono le famiglie che ne avrebbero davvero diritto. Le irregolarità, quando accertate, non sono solo reati: sono ferite sociali che creano sfiducia, alimentano tensioni e indeboliscono i legami di solidarietà. L’equità non è una parola astratta: significa garantire che chi ha più bisogno venga messo nelle condizioni di vivere con dignità.

Ed è compito delle istituzioni – insieme ai cittadini e agli organi di informazione – vigilare, denunciare, ma anche accompagnare chi è in difficoltà, costruendo politiche pubbliche più giuste e inclusive. La cronaca giudiziaria, dunque, deve diventare occasione di riflessione collettiva: sulla trasparenza, sull’equità, sulla responsabilità di ognuno di noi.

Nel rispetto della legge. Ma anche nel rispetto della verità.

Se vuoi leggere storie, approfondimenti e fatti di rilievo del nostro paese, procuratevi una copia del nostro mensile cartaceo, leggere aiuta a crescere. E’ appena uscito il numero di aprile, non perdertelo!