Addio a Silvia Lorusso. Aveva appena 50 anni. Ventuno anni fa fu tra le prime a credere nel nostro progetto. Cisternino perde un’imprenditrice capace di trasformare le difficoltà in soluzioni.


Ieri pomeriggio provavamo a chiamare Silvia Lorusso. Dovevamo consegnarle l’ultimo numero di Porta Grande per il suo Mondadori Point di via Monte la Croce. Il telefono, però, continuava a squillare senza risposta.
Poi è iniziato il tam-tam dei messaggi. Una notizia terribile, alla quale nessuno di noi voleva credere. Abbiamo continuato a sperare che ci fosse un errore, fino a quando il contatto con il marito Giovanni ci ha messi davanti a una realtà dolorosa e inaccettabile: Silvia ci aveva lasciati improvvisamente, ad appena 50 anni.
Per la nostra redazione Silvia non era soltanto la titolare di uno dei punti vendita del giornale. Era una di noi. Ventuno anni fa fu tra le prime persone a condividere e sostenere il progetto di Porta Grande. Da allora non ha mai fatto mancare la sua vicinanza, accompagnandoci con discrezione, generosità e sincero affetto.
Quando le proponevamo un’iniziativa, non si tirava mai indietro. Se intravedeva un’occasione utile per far crescere Cisternino, era pronta a dare il proprio contributo. Non aveva bisogno di stare sotto i riflettori: preferiva esserci, concretamente.
Silvia era anche un’imprenditrice autentica. In un territorio nel quale la cultura d’impresa fatica ancora a diventare un patrimonio diffuso, ha avuto il coraggio di investire, assumersi responsabilità e costruire servizi diventati punti di riferimento per tante famiglie. Al Mondadori Point di Cisternino aveva affiancato, alcuni anni fa, un’altra esperienza a Locorotondo. Proprio in questi giorni, con la riapertura delle scuole, moltissimi genitori e studenti si sarebbero rivolti ancora una volta a lei per l’acquisto dei libri.
Conosceva le difficoltà, ma non era abituata a piangersi addosso. Le affrontava con la sua caparbietà, cercando ogni volta una soluzione e trovando dentro di sé la forza per ripartire. Era questo uno dei tratti più evidenti del suo carattere: la determinazione di una donna che, oltre al lavoro, si prendeva cura con amore della propria famiglia, del marito Giovanni e delle figlie Alice e Giorgia.
Oggi Cisternino perde una donna giovane e coraggiosa; la comunità perde un’imprenditrice capace e disponibile; Porta Grande perde un’amica che ha attraversato tutta la sua storia.
Ci auguriamo che, con i tempi e le modalità che questo immenso dolore imporrà, la realtà costruita da Silvia possa continuare attraverso Giovanni, le persone che hanno lavorato al suo fianco e, un giorno, se lo vorranno, le sue figlie. Non è il momento di affidare loro compiti, ma è impossibile non riconoscere in quel luogo, nel rapporto creato con tante famiglie e nella stima conquistata negli anni, la sua eredità più concreta.
L’ultimo numero di Porta Grande, quello che stavamo cercando di consegnarle, parla proprio dell’“eredità che vive”. Oggi quelle parole sembrano scritte anche per Silvia. Perché ci sono persone che continuano a essere presenti in ciò che hanno costruito, nelle relazioni che hanno coltivato e nel bene che hanno saputo lasciare.
Silvia è vegliata presso la Sala del Commiato “Papa Giovanni XXIII”, aperta dalle ore 8.30 alle 19.30. Le esequie saranno celebrate mercoledì 9 settembre, alle ore 16.30, nella chiesa di San Giuseppe a Cisternino.
Al marito Giovanni, alle figlie Alice e Giorgia, al fratello Pasquale, alla sorella Giovanna e a tutti i familiari giungano l’abbraccio e le più sentite condoglianze della direzione, della redazione di Porta Grande e dell’APS Pro Cisternino.
Ciao Silvia. Dopo ventuno anni, sappiamo che continuerai, in qualche modo, a camminare accanto a noi.
Addio a Silvia Lorusso