sabato, 14 febbraio 2026
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san francesco d'assisi pastore e martire

Piazza dell’Orologio torna libera!

Piazza dell’Orologio torna libera! Il cuore identitario di Cisternino ritrova il suo respiro.

Ci sono luoghi che non hanno solo un nome sulle targhe comunali, ma un nome nel cuore delle persone. A Cisternino, Piazza Vittorio Emanuele III è una piazza solo nei documenti.

Piazza dell’Orologio
Piazza dell’Orologio torna libera

Per tutti noi, da sempre, è Piazza dell’Orologio. È il posto in cui ci si incontrava “sotto l’orologio”, il luogo dei comizi incrociati del dopoguerra, degli scontri politici che hanno fatto crescere la nostra democrazia locale, uno degli scorci più fotografati dai turisti e uno dei simboli più riconoscibili del paese.

È una piazza che non si attraversa: si vive. Ed è per questo che il cambiamento che abbiamo davanti agli occhi ha un valore che va oltre l’urbanistica. Il percorso che ha portato alla liberazione della piazza dai dehors fissi non è stato lineare. Tutto è iniziato quando, nel 2024, il Consiglio comunale – con una convergenza trasversale tra parte della maggioranza e parte dell’opposizione – ha modificato il regolamento introducendo un principio netto: nelle piazze del centro storico sono ammessi solo gli ombrelloni.

Una scelta politica forte, orientata a tutelare la percezione visiva della piazza simbolo del paese, spesso appesantita da strutture fisse che ne alteravano l’equilibrio architettonico.

Da lì è iniziata una fase complessa: ricorsi al TAR da parte di alcuni operatori, interpretazioni nazionali sulle proroghe Covid e sulla legge concorrenza, atti comunali, confronti serrati. Tutto legittimo, tutto parte della normale dialettica tra interessi individuali e interesse pubblico. La situazione si è sbloccata nel 2025, quando gli operatori coinvolti hanno scelto la strada del dialogo:

  • rinuncia al ricorso pendente davanti al TAR,
  • impegno formale ad adeguarsi al regolamento comunale,
  • accettazione della rimozione delle strutture fisse entro un termine definito.

La Giunta comunale ha preso atto di questo passo, valutando l’interesse pubblico e decidendo di chiudere la fase conflittuale, evitando anni di incertezza amministrativa.