Notte Verde 2026, Notte Verde 2026, Cisternino si costruisce “pietra su pietra”








Il 18 e 19 agosto torna la Notte Verde, giunta alla XII edizione. Quattro cantieri diffusi nel borgo, cibo, artigianato, biodiversità e musica per raccontare un territorio attraverso le sue radici. Gran finale con i Tarantolati di Tricarico.
Ci sono pietre che dividono e pietre che uniscono. Ci sono pietre che sembrano immobili e invece custodiscono storie, lavoro, memoria, gesti tramandati. È da qui che parte la XII edizione della Notte Verde di Cisternino, in programma il 18 e 19 agosto 2026, con ingresso libero.
Il tema scelto quest’anno è “Pietra su pietra”, una formula semplice ma densa di significato. La pietra, in Valle d’Itria, non è soltanto materia: è paesaggio, architettura, fatica, identità. È nei trulli, nei muretti a secco, nelle masserie, nelle strade e nei segni lasciati da generazioni di uomini e donne che hanno costruito questo territorio.
«La filosofia che ha contraddistinto la Notte Verde in tutti questi anni si racchiude in tre parole: terra, tradizione, comunità», spiega a Porta Grande Giuseppe Losavio, presidente dell’associazione Urbieterre e anima organizzativa della manifestazione.
L’idea del 2026 è quella di trasformare il borgo in un vero e proprio museo diffuso, da attraversare a piedi. Non un solo palco, ma quattro “cantieri vivi”, ciascuno con una propria identità.
In Piazza Garibaldi ci sarà “La pietra che parla”, spazio dedicato al trullo, ai muretti a secco, agli strumenti del lavoro e alle tecniche costruttive tramandate nel tempo.
In Piazza Marconi, invece, “Radici di pietra” metterà al centro biodiversità, natura e rapporto con il territorio, anche attraverso installazioni artistiche, attività per bambini e la collaborazione con APS Incolto.
A Largo Amati prenderà forma “Le mani si incontrano”, cantiere dedicato alla cultura e all’artigianato persiano. Un luogo simbolico, pensato per mettere in relazione mondi diversi e ribadire un’idea cara agli organizzatori: costruire ponti attraverso cultura e conoscenza.
Il quarto spazio sarà il “Cantiere sonoro”, nella zona della Pineta, dove la musica accompagnerà le due serate e porterà dentro la Notte Verde contaminazioni tra linguaggi popolari, tradizione e sonorità contemporanee.
Ma la manifestazione non si fermerà a installazioni e spettacoli.
Come ha scritto lo stesso Losavio presentando l’edizione di quest’anno, “la Notte Verde non si racconta, si mangia”. Lungo il percorso troveranno spazio salame casereccio, bombette, caciocavallo impiccato, panzerotti, spaghetti all’assassina, frutta di stagione, dolci, vini e birre artigianali.
Non semplice street food, dunque, ma un altro tassello di quella cultura materiale che il festival prova a raccontare: mani che impastano, intrecciano, modellano e trasformano.
Ed è forse proprio questo il filo più interessante della XII edizione: raccontare ciò che un territorio costruisce con le proprie mani. Pietre sovrapposte per creare un muro o un trullo, ingredienti trasformati in cibo, materiali lavorati dagli artigiani, strumenti che diventano musica.
Il gran finale musicale è fissato per mercoledì 19 agosto, alle 22.30 in via Roma, con il concerto de I Tarantolati di Tricarico, storica formazione della musica popolare lucana con una lunga carriera alle spalle.
“Pietra su pietra”, però, non nasce soltanto nelle due serate centrali di agosto. L’edizione 2026 è stata costruita come un percorso più ampio, partito dalle contrade e arrivato progressivamente nel cuore del paese, quasi a voler ricucire simbolicamente campagna e borgo.
Accanto agli appuntamenti principali è prevista anche una mostra fotografica dedicata all’arte della costruzione in pietra a secco, ulteriore richiamo al tema scelto per quest’anno.
Arrivare alla dodicesima edizione non è un dato marginale. Significa aver superato la fase dell’esperimento ed essere entrati stabilmente nel calendario degli eventi più riconoscibili dell’estate cistranese.
Dietro una manifestazione di questa portata ci sono mesi di lavoro, relazioni, volontariato, organizzazione, artisti da coinvolgere, spazi da coordinare e problemi da risolvere. Un impegno che merita di essere riconosciuto, soprattutto quando riesce a portare migliaia di persone nelle strade e a mettere al centro il territorio.
Il 18 e 19 agosto, allora, la Notte Verde tornerà a riempire Cisternino di persone, suoni, profumi e colori.
E forse il modo migliore per viverla sarà proprio quello suggerito dal tema di quest’anno: senza fretta, passando da un cantiere all’altro, provando a leggere dentro quelle pietre qualcosa che va oltre il paesaggio.
Perché una pietra, da sola, può sembrare poca cosa.
Ma pietra su pietra si costruisce un trullo. E, qualche volta, anche una comunità. si costruisce “pietra su pietra”
Il 18 e 19 agosto torna la Notte Verde, giunta alla XII edizione. Quattro cantieri diffusi nel borgo, cibo, artigianato, biodiversità e musica per raccontare un territorio attraverso le sue radici. Gran finale con i Tarantolati di Tricarico.
Ci sono pietre che dividono e pietre che uniscono. Ci sono pietre che sembrano immobili e invece custodiscono storie, lavoro, memoria, gesti tramandati. È da qui che parte la XII edizione della Notte Verde di Cisternino, in programma il 18 e 19 agosto 2026, con ingresso libero.
Il tema scelto quest’anno è “Pietra su pietra”, una formula semplice ma densa di significato. La pietra, in Valle d’Itria, non è soltanto materia: è paesaggio, architettura, fatica, identità. È nei trulli, nei muretti a secco, nelle masserie, nelle strade e nei segni lasciati da generazioni di uomini e donne che hanno costruito questo territorio.
«La filosofia che ha contraddistinto la Notte Verde in tutti questi anni si racchiude in tre parole: terra, tradizione, comunità», spiega a Porta Grande Giuseppe Losavio, presidente dell’associazione Urbieterre e anima organizzativa della manifestazione.
L’idea del 2026 è quella di trasformare il borgo in un vero e proprio museo diffuso, da attraversare a piedi. Non un solo palco, ma quattro “cantieri vivi”, ciascuno con una propria identità.
In Piazza Garibaldi ci sarà “La pietra che parla”, spazio dedicato al trullo, ai muretti a secco, agli strumenti del lavoro e alle tecniche costruttive tramandate nel tempo.
In Piazza Marconi, invece, “Radici di pietra” metterà al centro biodiversità, natura e rapporto con il territorio, anche attraverso installazioni artistiche, attività per bambini e la collaborazione con APS Incolto.
A Largo Amati prenderà forma “Le mani si incontrano”, cantiere dedicato alla cultura e all’artigianato persiano. Un luogo simbolico, pensato per mettere in relazione mondi diversi e ribadire un’idea cara agli organizzatori: costruire ponti attraverso cultura e conoscenza.
Il quarto spazio sarà il “Cantiere sonoro”, nella zona della Pineta, dove la musica accompagnerà le due serate e porterà dentro la Notte Verde contaminazioni tra linguaggi popolari, tradizione e sonorità contemporanee.
Ma la manifestazione non si fermerà a installazioni e spettacoli.
Come ha scritto lo stesso Losavio presentando l’edizione di quest’anno, “la Notte Verde non si racconta, si mangia”. Lungo il percorso troveranno spazio salame casereccio, bombette, caciocavallo impiccato, panzerotti, spaghetti all’assassina, frutta di stagione, dolci, vini e birre artigianali.
Non semplice street food, dunque, ma un altro tassello di quella cultura materiale che il festival prova a raccontare: mani che impastano, intrecciano, modellano e trasformano.
Ed è forse proprio questo il filo più interessante della XII edizione: raccontare ciò che un territorio costruisce con le proprie mani. Pietre sovrapposte per creare un muro o un trullo, ingredienti trasformati in cibo, materiali lavorati dagli artigiani, strumenti che diventano musica.
Il gran finale musicale è fissato per mercoledì 19 agosto, alle 22.30 in via Roma, con il concerto de I Tarantolati di Tricarico, storica formazione della musica popolare lucana con una lunga carriera alle spalle.
“Pietra su pietra”, però, non nasce soltanto nelle due serate centrali di agosto. L’edizione 2026 è stata costruita come un percorso più ampio, partito dalle contrade e arrivato progressivamente nel cuore del paese, quasi a voler ricucire simbolicamente campagna e borgo.
Accanto agli appuntamenti principali è prevista anche una mostra fotografica dedicata all’arte della costruzione in pietra a secco, ulteriore richiamo al tema scelto per quest’anno.
Arrivare alla dodicesima edizione non è un dato marginale. Significa aver superato la fase dell’esperimento ed essere entrati stabilmente nel calendario degli eventi più riconoscibili dell’estate cistranese.
Dietro una manifestazione di questa portata ci sono mesi di lavoro, relazioni, volontariato, organizzazione, artisti da coinvolgere, spazi da coordinare e problemi da risolvere. Un impegno che merita di essere riconosciuto, soprattutto quando riesce a portare migliaia di persone nelle strade e a mettere al centro il territorio.
Il 18 e 19 agosto, allora, la Notte Verde tornerà a riempire Cisternino di persone, suoni, profumi e colori.
E forse il modo migliore per viverla sarà proprio quello suggerito dal tema di quest’anno: senza fretta, passando da un cantiere all’altro, provando a leggere dentro quelle pietre qualcosa che va oltre il paesaggio.
Perché una pietra, da sola, può sembrare poca cosa.
Ma pietra su pietra si costruisce un trullo. E, qualche volta, anche una comunità.