lunedì, 09 febbraio 2026
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san francesco d'assisi pastore e martire

Furto al cimitero: un gesto che ferisce nel profondo la comunità 

Furto al cimitero: un gesto che ferisce nel profondo la comunità

Nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 febbraio, ignoti si sono introdotti nel Cimitero comunale di Cisternino, in via Ostuni, asportando oltre 100 vasi portafiori in rame dalle tombe dei nostri defunti. 

furto al cimitero
furto al cimitero
Furto al cimitero

Non si tratta “solo” di un furto. È qualcosa di più profondo, di più doloroso. È una violazione di un luogo sacro, uno spazio che per ogni famiglia rappresenta memoria, affetto, raccoglimento, silenzio. Un luogo dove il tempo rallenta e dove il rispetto dovrebbe essere assoluto. 

Il cimitero non è uno spazio qualunque della città. È il posto dove custodiamo il legame con chi non c’è più. Per questo, quanto accaduto assume un valore morale ed etico gravissimo prima ancora che materiale. 

Un fenomeno che si ripete 

I furti di rame nei cimiteri non sono purtroppo un episodio isolato. Da mesi si registrano episodi simili anche in altri comuni limitrofi. Il rame, facilmente rivendibile nel mercato illecito, è diventato oggetto di razzie mirate. 

Le forze dell’ordine stanno lavorando con attenzione. La Polizia Locale di Cisternino e i Carabinieri hanno unito le forze e stanno vagliando ogni movimento sospetto registrato nelle ultime ore. 

Un elemento che potrebbe rivelarsi decisivo è il sistema di videosorveglianza recentemente implementato dall’amministrazione comunale proprio nell’area cimiteriale. Quelle telecamere, oggi, potrebbero fornire dettagli utili per risalire ai responsabili. 

A Cisternino, da tempo, si registrano piccoli furti diffusi: in abitazioni, garage, automobili, campagne. Spariscono attrezzi agricoli, utensili da lavoro, perfino oggetti della tradizione contadina come i capasoni. Episodi spesso attribuiti a un gruppo locale dedito a rubare ciò che è facilmente rivendibile. 

Secondo chi sta seguendo le indagini, questa volta lo scenario è diverso. Le modalità farebbero pensare a soggetti provenienti da fuori paese, probabilmente specializzati proprio in questo tipo di furti e con un canale di ricettazione già consolidato. 

Lo sfregio che resta 

Resta, però, lo sfregio. 

Perché al di là del valore economico dei vasi in rame, ciò che colpisce è l’idea che qualcuno abbia attraversato i vialetti del cimitero di notte, passando tra le tombe, agendo con freddezza in un luogo che per tutti noi rappresenta rispetto e sacralità. 

È un colpo al senso civico della comunità. Un atto che indigna e addolora. 

La speranza è che le indagini portino presto a risultati concreti. Ma nel frattempo, questo episodio ci ricorda quanto sia fragile il confine tra il vivere civile e il degrado morale. 

E quanto sia importante, oggi più che mai, difendere non solo i beni materiali, ma i luoghi della memoria che definiscono l’anima di una comunità. 

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