domenica, 07 giugno 2026
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san francesco d'assisi pastore e martire

Furti nelle abitazioni, svolta nelle indagini

Furti nelle abitazioni, svolta nelle indagini: circa quaranta episodi contestati a un uomo di Cisternino 

Per mesi, a Cisternino, il tema dei furti nelle abitazioni ha alimentato paura, rabbia e un crescente senso di insicurezza. Entrare in casa e trovare stanze rovistate, oggetti spariti, attrezzature sottratte o ricordi di famiglia svaniti nel nulla ha rappresentato, per molte persone, qualcosa che va ben oltre il danno economico. 

Furti nelle abitazioni

Ora, però, arriva una svolta importante. 

Sono circa quaranta gli episodi di furto contestati a un uomo di Cisternino, ritenuto responsabile di numerosi colpi messi a segno tra ottobre 2025 e marzo 2026. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica e seguite dal Pubblico Ministero Pierpaolo Montinaro, hanno portato alla richiesta di una misura cautelare, successivamente accolta dal GIP. 

All’uomo è stato notificato un provvedimento di custodia cautelare. Considerato il suo stato di dipendenza, l’autorità giudiziaria ha disposto che resti internato in una comunità. 

Fondamentale, secondo quanto emerso, è stato il lavoro svolto dai Arma dei Carabinieri e in particolare dai militari della Stazione Carabinieri di Cisternino, comandata dal Luogotenente CS Salvatore Pernice, che ha coordinato l’attività investigativa culminata nell’esecuzione del provvedimento. 

Un lavoro paziente, meticoloso e costante, quello dei furti nelle abitazioni, fatto di raccolta denunce, verifiche, comparazioni, ascolto delle persone offese e ricostruzione dei movimenti dell’indagato.

Determinante è stata anche la collaborazione dei cittadini. Le denunce presentate dalle vittime hanno consentito agli investigatori di ricostruire un quadro molto più ampio rispetto ai singoli episodi inizialmente percepiti come isolati. È anche grazie alla fiducia riposta nelle istituzioni e alla scelta di denunciare che si è arrivati a questo risultato investigativo. 

Furti nelle abitazioni capasoni

In paese, negli ultimi mesi, si era diffuso un clima di forte preoccupazione. Molti cittadini vivevano con l’ansia di lasciare incustodita la propria abitazione, soprattutto nelle campagne e nelle contrade più periferiche. I furti non riguardavano soltanto denaro o gioielli, ma anche attrezzature agricole e da lavoro, strumenti di artigiani e persino i tradizionali “capasoni”, le antiche giare utilizzate un tempo per la conservazione del vino, oggi considerate oggetti di grande valore storico, affettivo ed economico. 

L’uomo, molto noto in paese, era conosciuto anche attraverso un soprannome ormai entrato nell’immaginario popolare locale, legato inizialmente ad alcune sue caratteristiche fisiche ma poi diventato quasi il simbolo del suo modo di muoversi e colpire: rapido, silenzioso, capace di insinuarsi nelle abitazioni come un uccello predatore in cerca della preda.

Un’immagine che, col passare del tempo, aveva finito per identificare non solo la persona ma anche il timore che il suo nome evocava tra molti cittadini. 

Dietro questa vicenda emerge anche il tema della fragilità personale e dell’importanza del contesto sociale in cui una persona cresce e vive.

L’indagato aveva lavorato nel settore artigiano e, come spesso accade in situazioni segnate dalla dipendenza e dal disagio, attorno alla sua figura negli anni si erano sviluppate voci, timori e percezioni che avevano contribuito ad alimentare una certa preoccupazione sociale in paese. 

Una storia che, al di là degli aspetti giudiziari, richiama ancora una volta l’attenzione sul valore delle relazioni sane, del sostegno familiare e della capacità di una comunità di intercettare situazioni di difficoltà prima che degenerino. 

Secondo quanto trapela, è probabile che l’uomo non agisse completamente da solo e che attorno ai furti possa esserci stata anche una rete di ricettatori o soggetti interessati alla vendita della refurtiva, utile a procurare denaro per sostenere la sua dipendenza. Su questi aspetti potrebbero proseguire ulteriori approfondimenti investigativi. 

La vicenda dimostra quanto sia importante il rapporto tra comunità e forze dell’ordine. Quando cittadini e investigatori collaborano, anche fenomeni che sembrano difficili da arginare possono essere affrontati con efficacia. 

Oggi, almeno per il momento, Cisternino può tirare un piccolo sospiro di sollievo. Il risultato raggiunto dimostra chiaramente che le istituzioni non hanno abbandonato il territorio e che le forze dell’ordine, con il loro lavoro silenzioso ma costante, garantiscono un presidio fondamentale di sicurezza e legalità.

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