mercoledì, 15 aprile 2026
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san francesco d'assisi pastore e martire

Cisternino, identificato l’uomo con la finta pistola

Cisternino, identificato l’uomo con la finta pistola nel centro storico: denunciato un 40enne

È stato identificato e denunciato l’uomo che, nelle scorse settimane, aveva fatto scattare l’allarme nel centro storico di Cisternino dopo essere stato visto maneggiare quella che sembrava un’arma da fuoco.
Secondo fonti qualificate, questa mattina i carabinieri hanno individuato il responsabile: un quarantenne residente in paese.

Cisternino l’uomo con la pistola

Durante gli accertamenti i militari hanno sequestrato una replica di pistola tipo Glock, priva del tappo rosso obbligatorio e con caricatore inserito, dettaglio che ne accentuava la somiglianza con un’arma vera. Effettuata anche una perquisizione domiciliare, con l’ausilio delle unità cinofile, senza ulteriori riscontri.

Un risultato che porta la firma della Stazione Carabinieri di Cisternino, guidata dal Luogotenente CS Salvatore Pernice. Un lavoro condotto con metodo e pazienza: raccogliere testimonianze, incrociare informazioni, ricostruire i contorni di un episodio che, pur non coinvolgendo un’arma vera, aveva seminato apprensione tra i residenti.

È questo il volto meno visibile ma più prezioso del presidio territoriale: quello di una presenza capillare, quotidiana, che trasforma la conoscenza del territorio in capacità investigativa.

Alla Stazione di Cisternino va il riconoscimento di una comunità che sa di poter contare su chi la tutela con serietà e discrezione.

L’episodio risale ai primi di marzo e si era verificato a pochi passi dall’abitazione del sindaco. L’uomo era stato notato mentre estraeva l’oggetto dalla tasca e lo poggiava a terra.

Alcuni passanti, temendo si trattasse di una pistola autentica, avevano immediatamente allertato le forze dell’ordine.

La vicenda riporta l’attenzione sul tema della vivibilità del centro storico, già al centro di segnalazioni nelle scorse settimane per schiamazzi e comportamenti molesti. Episodi che, pur non sempre riconducibili a situazioni di reale pericolo, alimentano un crescente senso di disagio tra i residenti.

Resta ora da definire il profilo giuridico del caso. L’utilizzo in luogo pubblico di una replica priva di tappo rosso può configurare ipotesi di illecito, soprattutto quando l’oggetto è idoneo a generare allarme o a essere confuso con un’arma vera. Sarà l’autorità giudiziaria a valutare eventuali responsabilità.

Pur ridimensionato nei suoi aspetti più allarmanti, l’episodio conferma quanto sia sottile il confine tra normalità e percezione di insicurezza. E mostra come, anche in contesti considerati tranquilli, basti un comportamento ambiguo per innescare tensione sociale.