domenica, 07 giugno 2026
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san francesco d'assisi pastore e martire

Erba alta, ordinanza e senso civico: a Cisternino cresce il dibattito su responsabilità pubbliche e private

Erba alta, ordinanza e senso civico: a Cisternino cresce il dibattito su responsabilità pubbliche e private.

Erba alta ordinanza a Cisternino
Erba alta ordinanza a Cisternino

L’ordinanza sindacale n. 80 del 12 maggio 2026 ha riacceso una conversazione che molti cittadini di Cisternino stavano già affrontando in privato, al bar, sui social, nelle contrade. Il tema è semplice in apparenza ma complesso nella sostanza: chi è responsabile della pulizia dei bordi stradali infestati da erbacce, rovi e vegetazione selvatica?

Cosa prevede l’ordinanza

Il provvedimento è chiaro e costruito su fondamenta normative concrete. Richiama l’articolo 29 del Codice della Strada — che obbliga i proprietari frontisti a evitare che la vegetazione crei pericolo o ostacolo alla circolazione — e si appoggia anche a norme regionali e nazionali legate a sicurezza stradale, prevenzione incendi, igiene pubblica e lotta contro la Xylella fastidiosa.

Nello specifico, l’ordinanza impone ai proprietari e detentori di terreni confinanti con strade pubbliche di:

estirpare ed asportare erbacce, cespugli, arbusti, sterpi, rovi e vegetazione che invadono i margini stradali;

provvedere al taglio dei rami di alberi aggettanti sulle strade e alla potatura di piante che riducono la visibilità;

eseguire lavori di pulizia e rimozione del materiale che ostruisce i fori di scolo delle acque meteoriche;

praticare azioni di pulizia lungo i bordi stradali e lavorazioni superficiali per la prevenzione della Xylella fastidiosa.

L’ordinanza prevede anche un divieto esplicito: non si possono utilizzare erbicidi di sintesi chimica (in particolare glifosate) sulle pubbliche vie e piazze, tutela della salute pubblica che cozza con la realtà pratica di molti interventi privati non sempre consapevoli.

Infine, il Comune richiama direttamente Provincia, Consorzi di Bonifica e Ferrovie Sud-Est ad intervenire sui loro rispettivi tratti entro il 30 maggio 2026. Chi non provvede si espone a procedure di esecuzione d’ufficio con conseguente addebito delle spese.

Il diritto civico che non è senza dubbi

Non esiste cittadino di Cisternino che non capisca il principio alla base dell’ordinanza. Molti — forse la stragrande maggioranza — già curano il proprio terreno senza aspettare alcun provvedimento sindacale. È una questione di senso civico, di dignità personale, di rispetto per la comunità.

Ma accanto a questo consenso diffuso emerge un nodo di questioni concrete e legittimi dubbi che meritano una risposta esplicita.

Le domande che circolano tra i cittadini sono le stesse che già in aprile e maggio di questi mesi si sussurravano nelle piazze:

Chi risponde se durante lo sfalcio una pietra scagliata dal decespugliatore colpisce un’auto o una persona?

Un privato è coperto da assicurazione mentre interviene su una strada pubblica? E se accade un incidente?

Chi raccoglie i rifiuti — bottiglie, plastica, lattine, cartacce, materiali abbandonati — che spesso si trovano ai cigli stradali?

Cosa accade se il proprietario è anziano o impossibilitato fisicamente a maneggiare un decespugliatore?

Non sono domande provocatorie. Sono le domande di chi ha responsabilità concrete — spesso piccoli proprietari, anziani, agricoltori — e sa che una cosa è il dovere civico, un’altra è la pratica reale.

La frustrazione dei cittadini e il peso delle tasse

Sui social, nei gruppetti di WhatsApp, nei Bar e nelle contrade il sentimento prevalente è di perplessità. Molti sottolineano un aspetto economico e civile rilevante:

Se paghiamo IMU, tasse comunali, addizionali e tributi vari, perché il Comune non riesce a garantire direttamente la pulizia dei bordi stradali?

È una domanda che acquista forza particolare quando a porla sono anziani proprietari di piccoli terreni, spesso non più in grado fisicamente di utilizzare decespugliatori o mezzi agricoli. Per loro — e non è un dettaglio — trovare un operatore disponibile, pagare il costo di uno sfalcio, reperire una ditta con i mezzi necessari, può diventare un problema economico e organizzativo serio.

Un cittadino anziano non dovrebbe doversi preoccupare di essere sanzionato se la sua contrada rimane con l’erba alta per mancanza di risorse economiche o fisiche.

Erba alta ordinanza a Cisternino. Chi pulisce cosa? Il nodo delle competenze

A complicare ulteriormente il quadro c’è una questione di competenze che l’ordinanza stessa riconosce: non tutte le strade sono comunali.

Le provinciali competono alla Provincia. Alcune rotatorie e incroci lungo la circonvallazione spettano ad altri enti. Le aree ferroviarie alle Ferrovie. I canali ai Consorzi di Bonifica.

Per questo l’ordinanza richiama esplicitamente anche Provincia, Consorzi e Ferrovie SUD-EST, invitandoli a intervenire sui loro tratti. Ma qui emerge un punto critico che molti cittadini sottolineano: il contributo civico è importante e auspicabile, ma non può trasformarsi nella sostituzione sistematica della responsabilità pubblica.

Se ogni ente pubblico potesse scaricare sui privati le proprie manutenzioni, il senso stesso di bene pubblico verrebbe svuotato.

Un problema reale che esige un equilibrio

Sia chiaro: l’erba alta lungo le strade è davvero un problema. Non è una lagna di cittadini noiosi o insofferenti. La questione è seria per:

la sicurezza stradale (visibilità agli incroci, riduzione della carreggiata);

il rischio incendi durante l’estate;

l’igiene pubblica e il controllo sanitario (ratti, insetti);

il contenimento della Xylella fastidiosa, una vera emergenza agricola per la Puglia.

Ignorare il problema sarebbe un errore. Ma anche il contrario — scaricare interamente sui privati la responsabilità della manutenzione pubblica — non è la soluzione giusta.

Le domande che l’amministrazione dovrebbe affrontare

Se l’ordinanza n. 80 è corretta dal punto di vista giuridico, è altrettanto corretto che i cittadini richiedano chiarimenti e risposte concrete. L’amministrazione comunale potrebbe considerare di fornire comunicazioni ufficiali su:

Responsabilità civile e assicurativa: cosa copre il privato quando interviene su strada pubblica? Esistono esenzioni o tutele?

Gestione dei rifiuti: è responsabilità del proprietario raccogliere anche i rifiuti abbandonati ai cigli stradali, o questa rimane compito del Comune?

Casi di fragilità: esiste una procedura per i proprietari anziani o impossibilitati fisicamente? Può il Comune fornire assistenza o rinviare i termini?

Risorse pubbliche: il Comune ha una visione strategica per il proprio budget di manutenzione stradale? Un piano di pulizie, anche parziale, dell’amministrazione stessa farebbe parte dell’equazione?

Queste domande non contestano l’ordinanza. La presuppongono come corretta. Ma chiedono che il principio del diritto civico sia accompagnato da diritti e tutele concrete.

Verso un equilibrio responsabile

La vera sfida di una comunità come Cisternino non è scegliere tra responsabilità pubblica o privata. È trovare l’equilibrio.

Un equilibrio che riconosce che:

il senso civico è importante ed è giusto che i cittadini curano il proprio terreno;

ma anche che le istituzioni hanno il dovere di mantenere le infrastrutture pubbliche e di tutelare i cittadini fragili;

e che una comunità funziona veramente quando le responsabilità sono chiare, condivise, e rispettano tanto i diritti quanto i doveri di ognuno.

L’ordinanza è partenza, non conclusione. Ora il dibattito civico e la risposta amministrativa sono essenziali.